mercoledì 9 luglio 2008

Più o meno uno

Ma sì, più o meno uno, cosa volete che importi? Siamo in Italia, vivo a Roma; la precisione, se non è di questo mondo, non appartiene di certo a questo Paese ed alla città che mi ha adottato, traghettandomi dai meno di 25 fino a qui. Domani per chi legge la data, ma oggi per chi scrive, si consuma il passo in più, l’unità che varca la soglia del 3. Più uno, meno uno per il 4. Tardi, presto, chi può dirlo, arriverà, tutto arriva, come è arrivata questa cifra in più. Me lo dico da stamane, me lo dico da sempre, lo consiglio spesso agli altri: “Hai fatto trenta, ora fai trentuno”. Ecco, appunto, è il mio caso di domani/oggi, quando non avrò tempo e modo di scrivere quanto provo a 31 come a 30 come a 29. Più o meno uno, che differenza fa? Me ne sento sempre di più, ne dimostro un po’ di meno, 28, 29 o 30. I 25 no, quelli sono veramente passati, e non solo per tratti somatici o connotati epidermici. Ma lì si parla di cinque, sei, che non è come uno, e questo persino in Italia, persino a Roma, forse finanche a Napoli, si riesce a capire che non è proprio la stessa cosa. In sei anni anche le acque più carsiche vengono a galla. Intanto De Andrè mi ricorda “quanto fan presto ad appassir le rose”, ma anche questo non l’ho mai dimenticato. I venti ho iniziato a perderli da quando ho avuto la piena consapevolezza di dovermi lasciare dietro il periodo segnato dal numero uno, bello nutrito in quanto ad eventi, davvero dirimenti. Più o meno uno, cosa importa? Era come a 19, 20. Ventuno ed una vita davanti. Adesso idem, ma dieci anni dopo. E non è lo stesso. Lo ripeto a costo di sembrare banale, noiosa e ripetitiva. Un altro mondo, la decina è un altro mondo, non come più o meno uno, non come oggi. Ieri e domani sì che sono lontani, anche se ricordo e prospetto, ma è tutto sfalsato dall'oggi, più o meno come un anno fa, più o meno come tra un anno. Più o meno, ma qui la differenza non è con l’età, ma coi vissuti, ed allora la forbice si allarga, come direbbero gli economisti, o non taglia più, o diventa maggiormente affilata. O si rompe. Questo non è un compleanno a deciderlo, non è un più o meno uno accolto con l’indifferenza (forse finta dato questo post) che merita. Non si festeggia più come prima, le candeline iniziano a diventare ridicole o penose, specie quelle uguali al numero degli anni. Tre simboliche l’anno scorso sono state le migliori, forse le ultime. Più o meno uno, che differenza fa? Ai cinque, ai dieci se ne parla, di quello che sarà o non sarà accaduto, del volto e dell’umore cambiato, di quanto raccolto, seminato e perso. Più o meno uno, lettori miei, cosa volete che importi? Ho fatto trenta, posso fare pure trentuno. Anzi, lo faccio, rimandando ma di poco. Domani, in realtà già oggi.

2 commenti:

Unknown ha detto...

Nooooo, ma pure tu sei piena di numeri!! Ed io che pensavo d'esser stata originale.
Rinnovati auguri Mare.

Anonimo ha detto...

Rinnovo gli AUGURI!!!