martedì 5 giugno 2007

On the road

Metti che ti arriva un invito di un tour operator appena nato presso un circolo ricreativo della Guardia di Finanza in una zona collegata a casa tua da un solo bus. Metti che ci sono le zucchine fritte ed un ottimo prosecco mentre si parla di Cina, ma che ad una data ora te ne devi andare perché, come si dice a Roma, ‘s’è fatta ‘na certa’. La zona è la Salaria, e quando ti appropinqui per il ritorno c’è stato un miracolo. Dopo la moltiplicazione dei pesci di catechistica memoria, quella delle carni di inferno attuale. Procaci, esibite alle macchine rallentanti, station wagon con padri di famiglia alla guida. Assistevo ad un profluvio di passeggiatrici tenute d’occhio da ceffi in jeans. Io ferma al palo del bus, assolutamente insospettabile col mio giubbotto tirato su sin dal bavero, pantaloni e scarpe da ginnastica. Mi sentivo protagonista-inviata di una trasmissione di Santoro, che proprio la sera prima con ‘Anno zero’ aveva documentato la situazione della schiavitù sessuale palpabile (è il caso di dirlo) in molte strade di troppe città italiane (e non solo). Osservavo l’andirivieni delle ragazze, alcune molto più giovani di me, con i magnaccia, gli accostamenti dei clienti. Una tristezza infinita. Ad un certo punto scorgo che i papponi si volgono nella mia direzione, avvicinandosi. Una paura infinita ed una domanda: che fare? Telefonare al 113 o mostrare loro il tesserino da giornalista per scherzare sul fatto che col trattamento economico riservato a noi giovani bisogna pur arrotondare? In fondo non avevo tanta paura, se ho pensato a queste assurdità cui forse avrei dato comunque voce, se non avessi visto che l’uno indicava all’altro il palo del bus cui ero attaccata e responsabile del loro dietrofront. Era chiaro, mi avevano individuato da lontano come possibile ‘occupante’ di un pezzo di strada loro. Una freelance, insomma, mentre ero solo una grigia figura in attesa del mezzo pubblico. Niente concorrenza e libero mercato, sulla Salaria, divisa in vari monopoli dei quali mi chiedo le compagini azionarie. Chi sono gli amministratori delegati ed i presidenti? Assomigliano a quelli che fruiscono del servizio o sono gli stessi? Arriva il bus, salgo e mi lascio alle spalle l’inferno serale, appena iniziato.
Il rientro è tutto uno scorrere di natiche e seni al vento; anche l’autista osservava, rallentava e tirava dritto. Non poteva fare altro, forse stava valutando la merce per la fine del turno. “Ma si trovassero una morosa!”, esclamava il vecchio del servizio televisivo visto il giorno prima. Parole sante e sagge, magari fosse tutto così facile.
Giunta a casa, telefono ad un’amica per accordi sul mare il giorno dopo, e sento la sua storia di tentato scippo vicino alla stazione Termini. Aveva la borsa a tracolla, quindi il motorino è passato senza riuscire a sfilargliela, ma causandole comunque una brutta caduta, fortunatamente senza conseguenze particolarmente dannose.
Un po’ di dolore fisico, che faceva il paio col mio, di carattere morale. Hai voglia a servizi televisivi, è quando ci sei dentro che ti rendi conto di tutto, e per bene.
E scopri che ‘on the road’ non è solo sinonimo di Kerouac e della generazione Beat.
Io, poi, al massimo faccio parte della generazione Bit: quelli che il biglietto (Bit = Biglietto integrato a tempo) lo timbrano.

1 commento:

Federica Meta e Francesca Pucci ha detto...

vorrei solo aggiungere che dopo il terribile "mercato delle carne" di cui mi è stato prontamente riferito, il tentato scippo di cui sono stata protagonista...nemmemo il mare ha potuto alleviare i dolori del corpo e dell'anima...ci siamo dovuti buttare su una più prosaica amatriciana!