lunedì 7 maggio 2007

SE AT, ma perché?

Non ne parla più nessuno, ma è sempre tra noi, vivo e vegeto, nascosto dietro scelte tessili di comunicazione aziendale. Sto parlando di Lapo, l’inventore dei cardigan in felpa con una zip che divide in due la scritta Fiat. Bene (si fa per dire), immaginavo di essermi fermata, come la maggior parte di noi, alle sue immagini televisive, e difatti così è stato. Però la sua filosofia aziendale è stata oggi indossata da un uomo Seat.
Quattro lettere anche qui, di cui le ultime due identiche alla più famosa. Però lui spiegava qualcosa: record, motori di ricerca, pagerank, crossmedia and so on. Io ascoltavo, annotavo e leggevo sempre quella scritta divisa a metà dalla zip, tirata fino a far intravedere appena cravatta e camicia sottostanti: SE AT. Spaccata nel centro, la scritta era ipnotica, non potevo staccarle gli occhi di dosso, mentre il web company man sciorinava dati da me annotati in fretta per poter tornare a guardarla. Cosa celava? Ma soprattutto, perché? Il mistero s’infittiva nella mia mente: c’erano dei compagni di quella felpa, nell'armadio di quel tipo? Un pigiama, una vestaglia, l’accappatoio, le ciabatte, delle canottiere che venivano indossate per sentirsi uomo d’azienda anche nella sfera privata? E soprattutto, perché? Pensavo che fosse giunto e se ne sarebbe andato con la felpa, ed a fine conferenza mi avvicino per delle domande relative a quanto detto durante la mattinata. Ma la domanda era solo una, senza prosecuzione, secca: perché? Prima di rispondermi, chiede permesso e s’infila la giacca in pendant col pantalone, prendendo l’impermeabile e riponendo felpa e immagine da uomo d’azienda. Semplicemente uomo. A quel punto il mio perché si è fatto gigantesco, come la fortuna di Lapo di essere nato in quella famiglia e non in una media, dai giusti connotati di gioia e sfiga, dove l’avrebbero fatto sicuramente interdire.
L’uomo dinnanzi a me era sano, riponeva la felpa per uscire, forse perché all’esterno di quel contesto si vergognava, persino. Sanissimo. Ma allora perché non vergognarsi anche nel contesto stesso? Davvero il brand può annullare, pure se ad intermittenza, un uomo? E soprattutto, perché? Per sentirsi più uomo d’azienda? E perché? Insomma, una fiumana di perché, stamattina, tutti uguali ed originati da una scritta divisa da zip e simile ad un’altra che ha generato i primi perché. Non se ne esce, da certi perché, come in questo caso. Il perché è presto detto: chi dà origine ai perché non se li pone, dunque non potrebbe rispondere, anche se interrogato in merito. In questo caso, poi, l’interrogazione sarebbe assoluta, quindi comprensibile solo da chi l’ha concepita. Provate a chiedere ad uno “Perché?” e vedrete che quello vi guarderà come se foste usciti di senno, replicandovi “Perché cosa?”. E qui sta l’altro motivo per cui non si esce da certi perché: quella stessa persona che miracolosamente vi rispondesse a simili perché ne ha altri nemmeno ipotizzabili da chi, come me, chiede alcuni perché a scapito di altri. Sarebbe una surreale gara di perché, ognuno con la sua dignità, in un gioco di scatole cinesi infinite dal quale si uscirebbe solo con un dogma. Per non incorrervi, forse è meglio il silenzio al cospetto della scritta SE AT ed un perché soffocato fra i tanti.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Thanks for writing this.