Le interferenze sono tema all’ordine del giorno. Si parla di quelle della Chiesa nella vita delle istituzioni statali, non si può parlare se ci sono quelle telefoniche. Poi ci sono le interferenze sotto forma di commenti, gradite se gradevoli e sgradite se sgradevoli.
Fino a qualche giorno fa era possibile ‘interferire’ col mio blog solo mediante apposita registrazione. Dopo varie minacce del mio grafico mancato (questo blog attende ancora il suo artistico tocco, ma lui ormai è un vip e lavora solo coi vip), e le richieste degli amici lettori più pigri, mi sono piegata alla volontà collettiva, decidendomi ad attivare la funzione per la quale ognuno può liberamente commentare i miei ameni deliri: libero commento in libero blog, insomma, in una riedizione tutta virtuale e personale del motto di quel grande statista che era il conte di Cavour. Anzi, del claim di quel grande copy che era il signor Cavour, così rendiamo il tutto più attuale e straordinariamente significativo come solo la contemporaneità sa essere.
Poiché la libertà finisce laddove inizia quella dell’altro, però, avviso il pubblico che quando vedrò sporcato o sbeffeggiato un mio post con linguaggio offensivo-aggressivo, non essendo stato concepito questo blog per scatenare guerre on line (bastano ed avanzano quelle off line), mi riservo di cancellare seduta stante le interferenze negative. Non si tratta di censura, ma di buongusto.
Questo blog, già dal suo sottotitolo, evoca uno spazio sornione e brioso, ammantato di un certo intellettualismo nei momenti in cui tocca ricordare a me ed ai miei lettori che ho scritto anche un libro (‘Grado Zero’, edizioni Il Filo), per il quale sto dando vita a questi post, accettando consigli ed aspettando sempre nuovi lumi dai navigatori più esperti. Un confronto con gli altri che a tratti mi strema, ma senza il quale il prossimo sarebbe meno prossimo, rimanendo semplicemente un po’ più in là. I lettori che commentano sono quelli un po’ più in qua, ma la modalità con cui lo fanno è fondamentale. Come la sottoscritta non è libera di sbagliare dei post che hanno il dovere di essere scritti quanto meno decentemente, così chi commenta è pregato di attenersi agli stessi criteri. Quanto ai contenuti, vale ciò che ho già scritto sopra. Può sembrare un vademecum al giusto commento, ma non lo è.
A seguito degli interventi che ho ritenuto opportuno cancellare, tuttavia, mi sembra a questo punto utile ribadire un concetto: benvenuti agli educati ed agli scolarizzati (e ringrazio quanti si sono subito registrati, commentando anche più volte i miei post), vade retro ai guerrafondai ed agli ignoranti. Se per voi il tocco d’ala dell’ironia è soltanto un’immagine astratta e l’esattezza di apostrofi e verbi solo una fissazione da pignoli, avete sbagliato blog. E non solo.
4 commenti:
Ben detto. Un giro di vite ci vuole con questi internauti dis-educati :-)
Ed in effetti si sente il bisogno di un "vademecum della buona navigazione", la Netiquette torna di attualità in modo urgentissimo se è vero che anche gli spazi informativi in rete provvisti di "redazione" hanno preso la cattiva abitudine di non segnalare links e autori del materiale che spesso e volewntieri pubblicano. Ma questa è un'altra storia.
Hai avuto modo di leggere i miei commenti al libro?
Un abbraccio.
Che tesoro che séiiiii (da leggere alla ostunese)! Brava Chi, mozzicali tutti! Mica ti riferisci a me???Io sono buonoooo come Marcellino pane e vino!
Un congiuntivo imperfetto
La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu
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