Oggi, a pranzo con dei colleghi a Trastevere, immagini vivide metropolitane dopo un discorso che si ricollega idealmente al mio post di ieri. L’ambiente, le macchine, il collasso di qui a qualche decennio messo in moto da un atteggiamento sbagliato che trova in certa cultura il suo inizio: un esempio, il possesso dell’automobile eletta a status symbol. Mi si faceva notare che, se ci si tange in un mezzo pubblico, ci si scusa e via, mentre se ci si tange con la macchina si scende col cric, minacciosi. Un simbolo, prima che un mezzo, questa macchina, e guai a chi la sfiora!
Come troppo spesso accade, la parte più inedita e memorabile del discorso è arrivata alla fine, quando si doveva rientrare dalla pausa pranzo. Il collega, amante della bicicletta, suo unico mezzo di trasporto, inizia a descriverci con il classico surrealismo di chi aderisce veramente alle cose ‘la diagonale della vecchia’, vero e proprio incubo per chiunque si sposti a due ruote. La tipologia interessata dalla descrizione è la vecchia con buste in mano, quelle che, per intenderci, a Milano chiamano ‘sacchetti’ (“perché le buste sono quelle da lettera”, spiegano i ciuccianebbia ai terroni attoniti like me).
La parola al collega: “Nell’ambito di questa tipologia ci sono tre varianti: la vecchia con una busta, la vecchia con due buste, la vecchia col carrello. La prima è sicuramente la più pericolosa, dato che tende a sbilanciarsi da un lato, la seconda è più stabile. La migliore è la terza, dato che il carrello funge d’appoggio, vera e propria coda”. Io avrei detto “terza gamba”, ma quest’immagine della vecchia con la coda era veramente il top: mi riportava ai visitors, lucertoloni dell’omonimo telefilm anni ’80. Insomma, per il collega “qualunque sia la variante di questa vecchia, ad un certo punto ci sarà una diagonale di tipo vettoriale che la porterà a deviare dal proprio percorso”. Qui il problema del due ruote e la mia domanda: come fare ad evitare l’impatto non essendo tale diagonale calcolabile in virtù delle varie situazioni e delle diverse vecchie? Il collega alza le spalle e si appella all’esperienza. “Cioè, fammi capire – lo incalzo – stai dicendo che la misteriosa quanto scientifica 'diagonale della vecchia' richiede un approccio empirico, un metodo puramente induttivo?” “Esattamente – mi risponde serio – La deduzione non può nulla, è una questione d’intuizione”. La mia preoccupazione si rivolge a chi s’imbatte inizialmente in questo fenomeno e dunque non lo riconosce come tale, al contrario dei veterani che lo annusano invece col giusto anticipo, come certi abusivi col condono edilizio. Il collega mi tranquillizza: qualche impatto c’è, ma dopo un po’ di lamenti tutto si risolve, in quanto la vecchia non si fa nulla. Premessa necessaria, certo, è rallentare alla vista di una vecchia come di un qualsiasi pedone, e ciò perché una diagonale, e questo ce lo aggiungo io, può capitare a tutti nella vita. 'La diagonale della vecchia' è una teoria fantastica, come tutte quelle generate dalla pratica di vita. Chi ne trova la soluzione usando dei paradigmi scientifici che ne garantiscano l’esattezza dovrebbe vincere il Nobel. A che punto esatto spaziale e temporale sopraggiunge la deviazione? Come si fa a calcolare la pesantezza della busta? E’ per colpa del suo carico, infatti, che il percorso rettilineo subisce una correzione. O no?
Quesiti da Superquark, chiamate Alberto Angela a scioglierli! O semplicemente ad accompagnare le varie vecchie a casa, portando loro le buste. Forse la vera soluzione al rompicapo della 'diagonale della vecchia' è proprio questa.
Laddove la ragione pura alza le mani in segno di resa, le mani si alzano e attivano in segno di una ragione superiore: quella pratica.
E scusate se qui ho citato le ragioni di Kant (mi scusasse pure lui).
1 commento:
Con Piero Angela mi sento chiamata in causa e dico che, qualunque diagonale la vecchia possa tracciare (indirizzata come detto dal peso trasportato o " da nu vanul ca puvredda ha piggjat), risulterá essere l'unica illesa della catena di tamponamenti che ignara avrá scatenato. Come nelle migliori ed esilaranti commedie di una volta, se ne tornerá serenamente a casa!! Il risultato dunque é la sola teorica certezza comprovata :-))))
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