sabato 6 settembre 2008

La parola alla teste

Tra poche ore si sposeranno due amici, e fino a qui davvero nessuna novità. Epperò, prima di dedicarmi ai lavaggi ed alle sfilate di rito, devo comunicare una notizia. Già troppo ho atteso, certe news si danno al momento stesso, ma ieri sera ho preferito per l’ennesima volta l’alcol e la buona compagnia alla scrittura. Devo imparare la disciplina, maledizione. Certe notizie, se non si danno all’istante, si bucano, come si dice in gergo. Questa, però, è una nuova particolare, nel senso che la so solo io e contemporaneamente l’ho dibattuta l’altra sera nel mio paesello prima che fosse ufficializzata a Roma, sempre da me. Ebbene sì, i più svegli avranno capito già tutto. Testimone di nozze di Floriana. Seduta sul banco, davanti all’imputata-sposa ed interrogata di volta in volta dall’avvocato difensore o d’accusa di turno rappresentati dagli amici entusiasti (“Che figata, è un’ottima notizia!”) o catastrofici della situazione, che spesso esagerano la portata degli eventi per il disappunto di essere stati preferiti (“E adesso? Come farai coi soldi? Lo sai che i testimoni si svenano? Povera, che fregatura!”), rispondo con queste parole, dato che il magistrato, facciamo Giancarlo De Cataldo, mi dà finalmente facoltà d’intervenire. Sono molto onorata di aver ricevuto risposta affermativa alla mia domanda retorica di ieri, quando Floriana si è seduta al tavolo insieme al suo futuro marito per la cena cui sono stati invitati anche per chiarire un dubbio fasullo (“Florià, è questa l’occasione giusta per chiedermi di fare da testimone?”). Lei sobbalza e ride, dicendo al futuro marito: “Che ti avevo detto giù? Me lo chiederà lei stasera, me lo chiederà lei! Ti conosco come le mie tasche! La risposta è sì”, conclude col sorriso. E così Floriana ha risposto affermativamente alla mia domanda, rovesciando del tutto le parti. Anche per questo sono contenta: via la retorica del solito rito domanda-risposta, la prima della sposa e la seconda del testimone. I ruoli rimangono uguali, ma le parti si invertono. Al bando i finti sorrisi di felicità che nascondono le preoccupazioni economiche, subito espresse tra grandi risate. Anche questo mi fa capire che, per Floriana come per me, non ci poteva essere scelta più giusta. Solo un vero testimone, che è anzitutto amico, dice ciò che pensa. Dopotutto, De Cataldo mi ha fatto giurare di dire tutta la verità nient’altro che la verità. E l’ho giurato, seppure non sulla Bibbia, ma sui manga preferiti di Floriana. Floriana che mi chiama Maggie, come il suo cane che adora. Floriana che mi invita quando fa i dolci. Floriana che conosco da quando abbiamo quattordici anni, che frequento da più di dieci e che ha scritto cose estremamente vere nel post “due di quattro”, che potete trovare nel suo blog matrimoniale www.florianaealessandro.blogspot.com. Condivido, i testimoni sono quelli di una vita, quella passata e quella che sarà. Il presente lo testimonia. Per i figli altri sono i candidati, fiduciosi nell’umanità che si espande ed in persone che non conoscono. Io non so chi e come saranno i figli di Floriana. Per me saranno soprattutto i suoi figli, perché io conosco lei. Lei, il futuro marito e Maggie. In questo nucleo uno spazio per me c’è sempre stato: una casa calda, un cinema 24 ore su 24 rappresentato da Sky, un balcone-terrazza dove parlare e rilassarsi. Spero che i figli di Floriana ed Alessandro non facciano finire quest’atmosfera, altrimenti li affideremo ai padrini e madrine che verranno. Sono la testimone anche di un clima sereno, io, e da oggi più che mai ho diritto di intervento e di tutela. Quindi, Vostro Onore e cari lettori che siete qui ad interrogarvi sul mio sincero stato d’animo, dopo che ieri affogavo nella birra le mie certezze confermate suscitando in Floriana sospetti di suicidio ogni qualvolta mi allontanavo dalla cucina, la verità nuda e cruda, semplice e diretta, è che mi fa piacere, tolte tute le considerazioni di carattere pratico che comunque mi angustiano sempre ed in ogni occasione. Mi fa piacere per i motivi detti da Floriana e ripresi da me in questo post, che si sarebbe potuto chiamare anche “tre di quattro” o “quattro di quattro”, dato che ormai ci siamo tutti. De Cataldo approva e mi invita ad accomodarmi, io mi alzo e guardo l’imputata-sposa. Florià, non ti preoccupare, se svolto gli amici non li dimentico, come non dimentico nulla. E la tua scelta potrebbe rivelarsi ancora più felice, se fosse possibile. Se migliorare, infatti, è nel destino di certe cose belle, io comunque credo di aver raggiunto già il top in molti ambiti. L’ennesima riconferma viene da Floriana con questa scelta.

P.S. La trilogia di Prati è solo interrotta per motivi di pressante attualità. Riprenderà con la routine, dopo la cronaca del matrimonio cui mi accingo ad andare.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Non lasceremo mai che i figli ci distolgano dalle buone abitudini! Sto addestrando Maggie come babysitter! Terrà lei occupati i ragazzini mentre noi ci rilassiamo!

guardate la foto su questo link:

http://img385.imageshack.us/my.php?image=dscf1312sd6.jpg

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

imparato molto