lunedì 8 settembre 2008

Il fiero romano e l'archisposa

Bene, avete presente l’ultimo post? Vi ho lasciato che ero appena stata quasi autonominata testimone di nozze e mi avviavo al matrimonio dei miei ex coinquilini. Look alternativo per situazione diversa da quelle in cui mi sono ritrovata nel Sud. Oddio, anche gli sposini (auguri ancora!) hanno fatto delle meridionalate, come ho battezzato certe abitudini che in loro mi hanno meravigliato, facendomi sorridere. Lei che si chiude in camera con le amiche a provare l’acconciatura impedendo a lui di entrare o che il giorno prima delle nozze se ne va di casa per aspettarlo poi al Municipio. Sono aspetti che si richiamano alla tradizione, quindi meridionalate. La meridionalata scatta quando meno te la aspetti ed è trasversale, ti coglie all’improvviso, nascosta tra le pieghe dei fatti che segnano le tappe della vita. Nei momenti importanti, quando si tratta di lasciare il segno, tutti strizziamo l’occhio alla meridionalata. Il mio look non era da matrimonio meridionale, che mi ha visto quest’estate sfoggiare in un caso un vestito da Jacqueline Kennedy dei poveri e nell’altro un abito con fiocco in vita alla Carry Bradshaw de’ noantri. Decisamente troppo per una situazione che vedeva riuniti creativi a vario titolo, quindi per natura particolari, cool ed informali, ma attenti comunque ai colori ed alle sintonie di fondo, per le quali intendo anche i contrasti giusti al posto giusto. Insomma, una fatica cui ho ovviato con un look da ventenne un po’ sbarazzina, con gonna a palloncino blu avion e maglietta a rige sottili orizzontali dai colori tenui, scollo a barca e maniche a tre quarti. Sotto, l’inaugurazione delle ballerine, mai messe e sempre disdegnate. Quelle più sceme, bianche a piccoli pois sul grigio e due fascette dello stesso colore sul petto di ciascun piede. Un anno fa mi sarei guardata e cambiata subito, anzi, non ci sarei nemmeno arrivata a certe conclusioni, e parlo soprattutto di calzature. Gli sposi, inutile dirlo, erano bellissimi, sobri ed eleganti come solo il vero minimalismo sa essere, e contagiavano i presenti con la loro felicità come solo due innamorati sanno fare. Erano contenti e sudati, e noi con loro. Ad un certo punto, prima che si celebrasse la cerimonia al Municipio, mi sono seduta al bar con due amici per godermi la sfilata degli invitati. Un incrocio tra Cannes e Venezia, più attuale che mai dato che c’è la Biennale di architettura. Che destino il mio, di sicura perdizione: dalla solitudine leggente a quella scrivente, inizio la mia formazione con degli attori e varie compagnie di personaggi per approdare in una fase successiva a grafici ed architetti. Come contraltare di normalità, i giornalisti, che credevo essere in assoluto la categoria più anomala ed anormale della società. Poi si maledice la fatalità. In realtà la perdizione uno se la costruisce giorno dopo giorno con le proprie mani, da quando ha rifiutato categoricamente di condividere pensieri, parole, opere ed omissioni con quella parte di mondo che fa lavori normali, contrattualizzati, di otto ore e magari anche con gli straordinari pagati.
Secondo me tra i più personaggi in senso positivo c’erano il coamico, che per l’occasione ha sfoderato un look da iena completato da Converse All Star, e la sua amica storica con tanto di pantaloni grigi e gilet abbinato, canotta viola come le calze, uguali a quelle del coamico, scarpe nere stringate con impunture e una cravatta gialla. Quando sono arrivati tutti e due immettendosi nel cerchio degli amici/colleghi architetti, con cui hanno condiviso studi, professori e traversie universitarie, ho pensato: “Ecco, ora la scena è completa”. Deformazione teatrale? Forse, dato che subito dopo mi sono girata ed ho visto la sposa, architetto pure lei, con un abito ed un’acconciatura da panico, stupenda. Quelle prove a porte chiuse avevano dato il loro frutto. Chi era l’artefice di tutto ciò? Ovviamente altre amiche e colleghe, architetti, che hanno affermato: “Se riusciamo a tirare su degli edifici, riusciremo anche a costruirti un’acconciatura”. Così mi ha detto l’archisposa interrogata a fine festa, mentre ero a piedi nudi nel prato (nel parco no, veramente troppo teatro, allora) della villa messa generosamente a disposizione, dopo una festa in cui ognuno ha dato il meglio di sé, saltando e cantando ai ritmi del testimone dello sposo, grafico che ha scelto per l’occasione chi? Ma il suo amico dj di musica elettronica, naturalmente! E così, tra gli svarioni del celebrante che in quel di Trevignano si è ritrovato a dire in pochi minuti una serie di nomi stranieri che forse pensava di dover pronunciare nell’arco di una vita intera, caldo umido fino a notte alta, archicioè (da rappresentare con corna e pollice ben steso ad illustrarne la ficaggine) saltellanti e compagnia disegnante e musicante a ritmo di mouse ovviamente targato Apple, è passato anche questo matrimonio. Anzi, questa festa. Perché il matrimonio è soprattutto una festa, persa spesso tra formalità e compromessi per accontentare gli altri ed i genitori che “hanno gli obblighi” con coloro che li hanno invitati in un turbinìo di spese e persone veramente evitabili. In quest’occasione, poi, si sono gemellati definitivamente due mondi: quello del grafisposo, definito dal suocero nel discorso prima della torta “fiero romano”, e quello dell’archisposa, tedesca che di più non si può. Quando i loro papà si sono abbracciati pur non capendo l'uno una beneamata acca non solo della lingua, ma anche del mondo dell’altro, allora ho capito che questo grafico e quest’architetto hanno dato vita alla creazione più fica della loro esistenza. Auguri ancora, amici miei.

5 commenti:

Federica Meta e Francesca Pucci ha detto...

Matrimonio perfetto..non potevano organizzarlo melgio! E tu comunque sei diventata proprio una tenerona da quando vivi con Stefano...!!!!

Amaresca ha detto...

C'è anche Anna Paola, non lo dimentichiamo. Io non lo dimentico mai. Deve ancora andare via e già mi manca.

Federica Meta e Francesca Pucci ha detto...

Non l'ho dimenticata..era una semplificazione dovuta alle caratteristiche del mezzo!!!! e comunque..stento a riconoscerti! ma mi piaci anche così
beSSos

Anonimo ha detto...

Un pensiero dal Fiero romano:
http://www.youtube.com/watch?v=dl4Wy7-tZGA

Grazie ancora

Anonimo ha detto...

a dimenticavo il rapporto tra il fiero romano e la popolazione germanica:
http://www.youtube.com/watch?v=RQpvYO_6qQ4