venerdì 11 aprile 2008
Le minestre di Silvan
Riprendo il mio blog dopo lunga assenza per motivi di lacrime. Scusate, dovevo piangere un po’ per varie cause, alcune note, altre sconosciute a me stessa, anche se fino ad un certo punto. Riprendo oggi perché sul bus mi è capitato di sentire una discussione collettiva che sovrastava il volume del mio iPod, e vi assicuro che non è poco. Così ho spento, per nulla indispettita ma al contrario deliziata dai primi accenni. Quello che è seguito ha superato le mie più rosee aspettative, tanto che a stento sono scesa dal bus e per una volta ho sperato che il traffico ritardasse il mio arrivo. “Votate chi ve pare ma votate Veltroni!”, ha esordito uno nascosto dalla folla dinnanzi a me. “Pensate ai giovani. Aò, Berlusconi c’ha le corna alte du’ metri – ha continuato dopo una pausa teatrale – ma io me ce metto pure er pane nella cacca sua; a quant’è fortunato vedi un po’ che ‘na botta de c..o ce l’ho pure io, l’anima de li m….cci sua!”. Risata collettiva. Si alza un’altra voce, femminile: “L’anima de li m….cci e stram….cci loro vorrai dì, chè mi’ fijia lavora pe’ 400 euro al mese e co’ ‘sta legge Biagi nun se capisce più un c…o. Come fa a farse na casa, na famijia? Se l’andassero a pijià tutti in der c..o, pure quel venduto de Bertinotti che se n’è annato alla Camera e s’è fatto li c…i sua!” “Eh no, Bertinotti no, eh? Ma che stai a dì?”, l’ha rimbeccata un altro, evidentemente duro e puro, ma prima che si degenerasse in rissa il primo intervenuto, temendo di perdere la scena, ha riguadagnato le luci della ribalta. “A me sapete chi m’ha salvato? Il mago Silvan. Aò, quello è bravo, sapete? M’ha detto che, siccome nun me bastano i soldi pe’ fa la spesa, me magno ‘na minestra al giorno, ma allo specchio, e sapete perché?”. Silenzio incuriosito del bus e facce in attesa: “Perché così le minestre so’ due!”. Delirio di buonumore generale con meritatissimo applauso, cui non ho contribuito solo per scarsa prontezza di riflessi. “Aò, ma perché nun te candidi tu? Io te voto, eh!”, fa una voce dal fondo del bus, ormai trasformatosi in tribuna politica su quattro ruote. “So’ tutti uguali, fanno tutti schifo! - ha esclamato un altro tra l’indignato e lo sconsolato - Vedi Bassolino quanto s’è magnato coi rifiuti? E sta ancora là!”. “Maddechè? – ha interrotto la requisitoria una giovane donna, che poi prima di scendere ho scoperto essere reduce dal comizio di chiusura di Veltroni, bardata coi colori del Pd e circondata da altri con le bandiere del partito – Bassolino sta là perché non ha fatto gnente. Perché se doveva dimette, pe’ fa piacere a te? Se non ha fatto gnente, è giusto che è rimasto là”. “Ma va che ci hanno avvelenato a tutti co’ ste cose tossiche che vengono dalla Campania – gli risponde quello – E chi se la magna più la mozzarella?”. “Berlusconi se l’è magnata pe dì che era bbona uguale – ha esordito un altro – Solo che a lui gli hanno dato quella sana ed a noi ce vendono quella ar veleno!”. Altra risata generale. “Comunque, votate chi ve pare ma votate Veltroni!”, è stato il saluto del fan di Silvan (e di Walter) prima di lasciare il bus. La discussione tra la militante del Pd ed il signore che voleva la testa di Bassolino è proseguita di sicuro, ma io no ho potuto assistervi perché ero arrivata alla mia fermata. Vi posso dire solo che mentre mettevo il piede a terra quella ancora gli urlava “io a te te verrebbe a cercà pe’ farti morì de fame! Davero, questi che parleno e nun sanno le cose io je farebbe morì de fame a tutti!”. Fantastico. Una città piena di fantasia ed un momento elettorale finalmente pieno di mordente dopo tanta noia. Quando si dice andare al cuore ed alla pancia della gente. Tutti quelli che viaggiano con mezzo proprio si perdono gli spettacoli più belli, che ho il dovere di riferire. Tenere per me la storia di Silvan e di questo rientro sarebbe stato non solo egoistico, ma profondamente ingiusto. Abbiamo tutti il diritto di sorridere, specie nei momenti paludosi. Al tedio di questa politica c'è dunque un rimedio: l’Atac.
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