martedì 18 dicembre 2007

Shit's head

In questo blog non scrivo parolacce, l’ho subito deciso. Non si tratta di netiquette, quanto di rispondenza alle mie abitudini, che non mi vedono abusare di ‘brutte parole’, come diceva mia nonna. Certo che le dico, le parolacce, ma spesso in dialetto, lingua usata quando mi arrabbio, e qualche volta in italiano, quando m’indigno. Questo è il tipico caso in cui non si può parlare né di arrabbiatura né di indignazione, piuttosto di disagio ed inquietudine per una testa che non si è scelta, ma ci si ritrova sul collo, a volte fin troppo. Data la straordinarietà della situazione, perché in genere di questa testa sono molto soddisfatta, mi ha dato grandi soddisfazioni e forse lo farà ancora, uso la lingua inglese di cui tanto si abusa per tradurre quello che ho in animo sulla mia testa: “Cap d’ m…a”. Questa la dicitura in dialetto, dove il complemento di specificazione è uguale all’italiano, solo che in vernacolo orale si calca di più sulla ‘m’.
Cosa significa avere una shit’s head?
Significa prima di tutto augurarsi il buongiorno in maniera diversa da qualche settimana fa. Se prima mi dicevo “Good morning, Vietnam”, ora al suono della sveglia mi dico: “Hello, shit’s head”. Rido con un ghigno e mi sveglio, allo specchio solo un riflesso di quello che sono. Una nuvola marrone sovrasta la mia figura, mentre gli olezzi escrementizi del coamico, superiori a scarichi e finestre spalancate con annessi tornadi, mi riportano alla realtà. “Good morning, shit’s head”, mi ripeto attivandomi per i lavaggi mattutini, ma sempre pensando che tutte quelle azioni le sta compiendo una shit’s head. “Cap d’m…a”, mi soffio allo specchio per l’ultima volta dopo essermi asciugata la faccia che porterò fuori per tutta la giornata. Che cosa significa essere una shit’s head, al giorno d’oggi? Innanzitutto averlo scoperto e prenderne atto con sorpresa per la sorpresa. Chi ha, anzi è, una shit’s head, lo sa benissimo, come chi è una dick’s head. Solo che quest’ultima spesso se ne frega, non lo ammette neanche o, se lo fa, ride di gusto, riconfermando di essere una dick’s head. La shit’s head, invece, è consapevole del suo guado, non si accontenta di constatarlo e va a fondo in tutti i sensi.
Quando risale ha pescato le ragioni della ragione già nota fin dalla superficie del pantano, tornando a contemplarlo senza riuscire a smuoverne le acque stagnanti. Shit’s head come stasi mentre tutto potrebbe essere in movimento, le circostanze chiamano all’azione ed una mano invisibile blocca lo scattare di quel click dopo il quale nulla appare più come prima, pur essendo tutto sempre identico.
Le shit’s head sentono che i colori del mondo cambiano a seconda di come li si guarda perchè ci sono passate da certi sentieri di fiori in fondo ai quali, però, c’erano solo cactus e deserto, dove è bello sdraiarsi e stare fino a quando non s’intravvede un altro paesaggio che attira non tanto per come è in sé, ma per la diversità di un orizzonte abbandonato da tempo. La schit’s head rimane sulla duna, con un pugno di sabbia in mano e di mosche nell’altra, attenta agli scorpioni che la notte turbano il sonno, assente da quando ha visto il mare. Ne ricorda sapore e riflessi, vi si specchia in coscienza, sa che è lì che dovrebbe andare, buttandocisi a capofitto. Epperò trema di freddo e non solo nella notte dell’escursione a nuova vita, restando nella vecchia. Lo stare come attività, come a sette e mezzo. Carta? No, sto. Inutili i perché, le domande e gli esempi a profusione sulla possiblità di prendere il mare aperto. Shit’s head sta. Si chiede perché non torna a quel periodo col vento in poppa e quale sia la ragione per cui il passato non passa, e si risponde che la ragione sta in una sola risposta: “perché sei una cap d’ m…a”. L’autoirona la fa ridere parecchio di una risata amaresca. Le parole sono tutto quello che ha, quindi cerca di utilizzarle al meglio.
Quando vi si avvicina, è quasi mare(sca).

4 commenti:

Anonimo ha detto...

La shit's head sta! Ci può stare...anche perchè immagina che se riprova ad avvicinarsi ai nuovi prati che appaiono all'orizzonte questi si possano trasformare ancora in cactus....
Ma è una "cap d' m..a" e finchè non uscirà da questa condizione di "m...a" rimarrà sulla duna. Ma dopo no. Dopo si alzerà e camminerà verso i prati. Qualunque cosa il destino le riservi....lo scoprirà....deve!

Anonimo ha detto...

Come siamo tragiche! Qui ci vuole proprio una bella vacanza e una bella "pedda" di pura lager e poi ti faccio vedere io come corri Marescaaaa!
Ready to go?

Unknown ha detto...

Quando vi si avvicina é A.."mareggiata"..vorrai dire!!!
La "cap contr'a nu cuezz" potrebbe fare al caso nostro anche se ultimamente mi sono ricreduta e contro uno bello scoglio appuntito ci mando tutti i dick's head che una shit's head vorrebbero farmi sentire!!

Metapensiero ha detto...

direi che capa 'r mmerda ha ormai soppiantato di diritto il mitico gl muerte d l'ammor...o no?
F.