mercoledì 25 febbraio 2009

Un Maestro, pochi allievi

Poche ore all'incontro con Morgan in occasione di un suo omaggio a De Andrè. Nulla di originale, se si pensa alla ridda di artisti che quest’anno ricordano il grande poeta scomparso. Dovuto tributo ad un uomo che ci fa ricordare la bellezza della lingua italiana, grazie alla quale abbiamo navigato stupiti tra i suoi versi. Questo Paese avrebbe bisogno di uomini così, ed invece troppi sono cosà. Tornando a Morgan, consentitemi un appellativo che forse il grande genovese avrebbe rifiutato per la sua peculiare ed irripetibile indole e che invece si attaglia perfettamente alla figura del musicista vivente: Maestro. Si dà del maestro a tutti coloro che hanno raggiunto l'eccellenza nel loro campo, soprattutto in ambito musicale, ma questa vera e propria antonomasia che vuole tale appellativo riferirsi esclusivamente a Morgan, almeno per me e Federica, ha un'origine squisitamente culturale. Il Maestro, in questo caso, è l'intellettuale del suono e quindi anche di una visione del mondo, il visionario magari un po' strafatto ma assolutamente lucido che decide di calarsi nell’arena di chi non lo capisce quando parla e perciò lo fischia. La riprova l’altra sera, quando stava 'scagionando' il giudizio del pubblico in quanto massa di persone indecifrabile ed è stato subissato da proteste dei troppi che non riescono a seguire le sue argomentazioni. "Il pubblico è sottano", ha detto allora da gran copy capovolgendo la tradizionale formula spesso alibi delle peggiori porcate televisive e che vede come suo portabandiera Simona Ventura, la quale strizza l'occhio alla massima tradizionale del popolo sovrano ed all'impreparazione dei profani, che poi è anche la sua, almeno in ambito musicale, per spingere i suoi ridicoli assunti. E qui siamo al dunque: Morgan dall’alto del suo eremo di note perché si è calato nell'ostile ed altra arena di Raidue? Per soldi, per fama, dicono i detrattori, fa tanto l'elitario e poi prende parte ad 'X Factor'. Ed invece proprio qui emerge la purezza che contrasta con le logiche di un programma intento a lanciare la popstar del caso, con l'inevitabile rischio di derive da discografia becera, quella che tanto piace al 'popolo sovrano' della Ventura e che si canticchia senza impegno per una stagione e basta. Ai profani come me, che credono di saper distinguere la spazzatura dalla musica ma non ne sono sicurissimi, il Maestro in televisione dà delle dritte, anche tecniche, per saper valutare un buon brano, e questo mi sembra educativo ed appannaggio esclusivo di un vero musicista. Non ce la vedo la Ventura, alfiere del 'popolo sottano', cioè quello che si accontenta degli scarti, ad illuminarmi su accordi ed arrangiamenti. Da questo punto di vista ‘X Factor’ ha una dimensione ludica ed educativa che non gli riconoscerei se tutto si riducesse ai pur divertenti siparietti tra i giurati, dove imperversa la personalità di Morgan semplicemente perché lui, come ogni Maestro, ne ha una. In questo momento mi viene in mente la lettera di Michele Serra letta da Remo Girone al pubblico di Sanremo. Forse il noto commentatore ha avuto sprezzo del senso del ridicolo, come mi pare gli abbia rimproverato Aldo Grasso, ma la distinzione tra merda e cioccolata televisiva rimane, inequivocabile e netta. Il pubblico si prende la merda se c’è solo quella, ma preferisce la cioccolata, quella che viene mangiata solo dai vertici, quando va bene ed essi sanno cosa sia. La gente sa distinguere la merda dalla cioccolata, e quando quest’ultima è particolarmente buona ne vuole ancora, mai sazia. Nel Maestro ammiro l’atteggiamento strafottente, quasi di sfida nei confronti di un pubblico da (ri)educare, perché scemo non è, e che se fosse stato disprezzato in toto dal Maestro non lo vedrebbe nemmeno polemizzare in televisione. Basta con le illazioni sul vil danaro, ne ha a pacchi, secondo me. Certo, poi c’è una come Laura Pausini o il suo omologo maschile, Eros Ramazzotti, che vendono dischi in tutto il mondo ed una come me si chiede perché, constatando che così è. Ma non avranno mai la mia ammirazione. E chissenefrega, direte voi. E chissenefrega dei loro soldi, non sono questi gli artisti, dico io. E chissenefrega anche dei soldi di Morgan, alla fine, dato che questi compensi a me non danno e non tolgono nulla. Viceversa, quant’è grande la ricchezza per chi scopre che c’è un Maestro. Non un Dio, semplicemente un Maestro in questi tempi grigi senza autorevolezze e con troppe autorità. Epperò si continua la sterile polemica del 'si crede così, pontifica troppo, fa il professore', spesso accompagnata dal commento 'la Ventura invece è simpatica, almeno ammette di non capirci molto'. E allora perché sta lì, in un programma musicale, mi chiedo? Aberrazioni da popolo sottano inconsapevole che esiste, almeno a livello concettuale, la meritocrazia, e che ciascuno dovrebbe parlare, soprattutto quando si rivolge a milioni di persone, di ciò che sa. A me piace ancora la cioccolata, e molto. Non sono l'unica, dato il riconoscimento unanime alla memoria di De Andrè, ammirato anche in vita. Questo riscalda la mia speranza. Il Maestro insegna cos'è la cioccolata al popolo che si fa davvero sovrano, mentre il popolo sottano continua a mangiare la merda.

2 commenti:

Federica Meta e Francesca Pucci ha detto...

Ottimo post per l'ottimo Morgan! Stasera sarà indimenticabile! Save the date!

Marianna De Padova ha detto...

Gioa e tripudio! Dunque non sono la sola ad ammirare il dotto Morgan, unico ed intellettuale motivo per cui seguo x factor. Organiziamo una band vocale di ascolto?