lunedì 16 luglio 2007

Tempo sospeso

Come mi chiami lo sapete. Ho 30 anni da sei giorni, e questo alcuni di voi pure lo sanno. Vivo in un tempo sospeso, e questa è nozione dei più intimi. Sì, miei lettori, a cavallo tra il mio ultimo post e l’appropinquarsi dell’inevitabile trentesimo compleanno, con strascichi considerevoli che mi lambiscono fin dalle lenzuola del letto, è arrivata anche l’epochè, che in greco significa appunto interruzione. L’ho studiata anche ai tempi della facoltà di Filosofia, cui ho cercato di estorcere gli strumenti per resistere razionalmente ad un "universo che danza sui piedi del caso" (Nietzsche). In questo ambito, l’epochè è la sospensione del giudizio. Quindi è da una quindicina di giorni che soppeso il tempo sospeso senza elaborare un vero e proprio pensiero su questo, ma vivendo il fluire di un non-tempo. ‘No time, no space’, cantava Battiato qualche anno fa. Ecco, è esattamente così.
Complice il lavoro di gran lunga diminuito per l’approssimarsi della pausa estiva, vivo questa parentesi come interruzione tra il passato (da ventenne?) ed un futuro tutto da dispiegarsi (la matura gioventù?). Non mi chiedo come sarà il prossimo decennio, abituata come sono a considerare le stagioni una per una e saggiandone l’arrivo nell’anima più che nel clima. Questo non-tempo potrebbe equivalere all’accantonamento o rimescolio di alcuni elementi del tempo che mi si è chiuso alle spalle, e reca con sé la traccia di un non-voluto al suo ritorno prepotente ma quasi gradito: un tempo nuovo. Potrebbe essere il solito tempo che soppianta il precedente, ma anche no.
Mi piace immaginarlo, quando sospendo la sospensione del giudizio e per qualche minuto vivo cerebralmente il tempo sospeso come quello non sospeso, completamente diverso, più colorato. Il tempo della possibilità accolta e non più osteggiata. Anzi, della possibilità valutata.
E poiché la magia di questi momenti rischia di riportarmi nel tempo e di annullarne la sospensione, ritorno a farmi vivere con le solite formule e borbottando sempre qualcosa mentre cerco il solito mazzo di chiavi smarrito prima di uscire. Tutto negli schemi, anche se si sono dilatati. Forse è il cortisone per l’asma? Ma non è un rigonfiamento fisico, quanto spirituale. Assolutamente inconscio e di cui dunque non dovrei sapere nulla, se il mio conscio non fosse così impiccione, spregiudicato e stacanovista. Non va mai in ferie e fa il crumiro quando tutto congiura per un onesto sciopero. Perché il tempo sospeso o epochè è un onesto sciopero di un certo abito mentale. Forse il mio era ormai cencioso, o slabbrato. Troppo utilizzato e dunque liso. E allora mi autosospendo in questo tempo sospeso, per essere al passo con gli unici tempi degni di nota: i miei.
Credevo che i trenta dovessero arrivare in tutt’altra dimensione, in un certo senso più piena di sentimenti angosciosi o nostalgici. Invece la scena è chiaroscurale ma accogliente, l’accadere tutto di lì a qualche tempo ma senza fretta, con la consapevolezza che qualcosa succederà e si sarà spettatori e protagonisti, come si conviene a chi registra con l’inchiostro dei neuroni quanto diviene. Prima degli atti che verranno, qualsiasi atto è sospeso, preparatorio perché gli altri abbiano corso. L’epochè schiuderà una nuova epoca?
Come scritto, mi piace pensarlo, ma non lo credo scontato.
Il tempo sospeso, però, non mi permette di preoccuparmene, perché interrompe qualsiasi processo vada oltre l’esatta constatazione di quanto si vive. Qualche furore positivo ma sotterraneo, e che quindi deve rimanere tale pena una disonesta attività cerebrale che rovinerebbe tutto.
Avrà tempo e modo di rifarsi in un tempo non più sospeso, quando questo gomitolo di giorni si dipanerà in nuove trame ed inediti orditi, tutti da tessere con attenzione per non sfilacciare l’intreccio temporale che sarà, letterario e non.
L’importante è saperli riconoscere, i propri tempi.

3 commenti:

rodianella ha detto...

:-))
p.s.
sono consentite le faccine?? Mi censurerai?

Federica Meta e Francesca Pucci ha detto...

Credo sia una epochè di passaggio, dall'adolescenza ad una gioventù matura (mi piace l'ossimoro!)..anche perchè, se ci pensi, ti è tornata l'asma retaggio quasi dimenticato della tua infanzia, ma che oggi potrai ultizzare per diventare una novella Mimì! In fondo bohèmienne già lo sei...

Unknown ha detto...

Perdendomi tra i sospesi e le sospensioni, ma solo degli anni che vanno, mi chiedevo: -Non c'era mica in sospeso un viaggio nell'autunnale Londra??-
Qui te lo sogni il "letto sudato" di Roma e il "ficooooo" che parla al Mac del 18 luglio!!!
A presto cari, chissá che fichiiii eravate nell'architettata stanza dell'architetto!!
O accadde tutto in cucina...?